domenica 24 luglio 2011

Disinformazione meschina

Sono passate poche ore dalla terribile strage Oslo.
Il pensiero non può che andare alle vittime ed ai loro familiari.

Purtroppo, come in ogni fatto drammatico, c'è sempre l'approfittatore di turno che se ne frega del rispetto verso le vittime di una strage e prosegue per la sua strada.
Guardate qua:
http://snipurl.com/1o9lnp

L'articolo titola:
Oslo: tutto quello che già sapete

Ecco qua, qualcuno che ha la verità in tasca.
L'articolo è stato redatto da una nostra vecchia conoscenza: Gianluca Freda.
Me ne sono già occupato io (Neda, Mossad varie ed eventuali e Neda, Mossad varie ed eventuali, secondo parte) ma anche le Perle Complottiste hanno dedicato spazio a questo personaggio (Gianluca Freda e Neda).

Vediamo stavolta cosa ha combinato.
Freda si pone una domanda:
Quali metodi hanno utilizzato i servizi segreti per il doppio attentato?

E si da la risposta:
Qui si possono fare solo delle ipotesi, ma poiché il modus operandi è stato osservato in molti attacchi precedenti dello stesso tipo l’immaginazione non dovrà essere sottoposta a sforzi eccessivi.
Il primo sistema, piuttosto ben rodato, è quello di organizzare,  contemporaneamente o a ridosso degli attentati, delle “esercitazioni militari” che seguiranno – guarda un po’ la coincidenza – la stessa falsariga di ciò che avverrà durante gli attentati “veri”. Il sistema è stato messo a punto dai servizi segreti israeliani ed ha lo scopo di far circolare liberamente – col pretesto dell’”esercitazione” - gli uomini, i mezzi e i materiali che dovranno servire a portare a termine l’attacco. Questo sistema è stato utilizzato, com’è noto, per gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti, quando il NORAD e il Consiglio di Stato Maggiore americano avevano in corso “esercitazioni” riguardanti il dirottamento di un aereo governativo e lo schianto di un velivolo contro un palazzo. Stesso discorso per gli attentati a Londra del 7 luglio 2005, avvenuti “incidentalmente” proprio nel momento in cui governo e polizia stavano conducendo una “simulazione” di attentato nella metropolitana londinese. 

Quindi sta parlando di come fatti accaduti poco prima delle stragi siano serviti come copertura per organizzare attentati. Viene fatto l'esempio dell'11 settembre e vengono tirati in ballo gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra.

Lascio stare nel dettaglio i casi menzionati perché sono stati a lungo già sviscerati e non è il punto di questo articolo.

Guardiamo nel dettaglio cosa dice della strage di Oslo:
Qualcosa di simile è avvenuto per l’attacco “con autobomba” nel centro di Oslo, che non ha colpito solo la sede del giornale Verdens Gang, come alcune fonti di stampa hanno riportato, bensì vari edifici governativi, affinché il messaggio arrivasse forte e chiaro. Da notare che, in molti casi, gli attacchi attribuiti ad “autobombe” sono realizzati in realtà con esplosivi piazzati preliminarmente in punti sensibili degli obiettivi da colpire. L’attacco era stato anticipato, mercoledì scorso, da una tipica “esercitazione” della polizia antiterrorismo proprio nel centro di Oslo, a 200 metri di distanza dalla Operahuset. La polizia – dice l’articolo – ha fatto esplodere delle cariche esplosive a scopo di “simulazione”, ma si è “dimenticata” di comunicare ai residenti di avere delle esercitazioni in corso, suscitando così spavento e allarme nella popolazione. Il capo dell’ufficio stampa della polizia di Oslo, Unni Grondal, aveva dichiarato all’Afterpost: “E’ qualcosa di cui non eravamo stati avvisati. Non succederà più”. Invece è successo di nuovo poche ore dopo.
Viene linkata questa pagina:
Aftenposten

Non conosco la testata norvegese. La prendiamo per affidabile.
E non serve nemmeno sapere il norvegese. Basta e avanza il servizio di traduzione di Google.
Due cose mi saltano subito all'occhio:
l'impaginazione "strana della pagina". Sembra, e gli esperti del settore mi capiranno, un frame di una seconda pagina. In altre parole sembra solo una porzione di una pagina "padre".
L'altra cosa è che dalla pagina si deduce che le due diciture "Publisert: 24.07.2011 10.07  Oppdatert: 24.07.2011 10.07" si aggiornano ad ogni refresh della pagina stessa. Quindi la pagina sembra che sia pubblicata sulla testata pochi istanti prima della lettura.


Freda nell'articolo dice:
...L’attacco era stato anticipato, mercoledì scorso...

Per attacco si intende l'attacco simulato.
E' vero che l'articolo parla di Mercoledì. Ma in generale parla di "un mercoledì". Non ci sono altre date indicate e la data di pubblicazione dell'articolo abbiamo detto che non fa fede.

Un occhio un po' più informatico inoltre nota questo.
Il link della pagina è:
http://mobil.aftenposten.no/article.htm?articleId=3569108

In generale con un ID si indica un numero univoco che identifica, in questo caso, una notizia.
Questo ID si autoincrementa. Di conseguenza è plausibile che più un ID è alto, più la notizia è recente.

Qui abbiamo altri due link di notizie dalla stessa testata:

http://m.aftenposten.no/article.htm?articleId=4181327
http://m.aftenposten.no/article.htm?articleId=4181506

Come vedete gli ID sono molto più alti.
Quindi, in base a tutto questo, si presume che l'articolo menzionato da Freda sia vecchiotto.
Ma ancora non abbiamo capito a quando risalga, quindi al momento abbiamo solo un indizio.

Ma dopo una breve ricerca (che ovviamente Freda non ha fatto) troviamo anche la prova che l'articolo risale a quasi un anno e mezzo fa:
http://www.aftenposten.no/nyheter/oslo/article3569108.ece

L'articolo è del 18 marzo 2010.

Direi che può bastare.....

AGGIORNAMENTO - 6/8/2011

L'articolo linkato da Freda è ancora presente e lo sarà credo ancora per lungo tempo:
Aftenposten
Evidentemente ogni mercoledì di tutte le settimane si ripete l'esercitazione, vero Freda?
Rinnovo i complimenti a Freda che, oltretutto non va a correggere almeno quell'errore così pacchiano dal suo blog, che infatti riporta ancora la notizia dell'esercitazione come comprova del complotto attuato ad Oslo.
Alla faccia delle vittime e dei loro familiari.

giovedì 7 luglio 2011

Censura selettiva

E' vero.
Certe notizie sui giornali non compaiono.
Perchè?
Perchè non interessano a (quasi) nessuno.

Poco tempo fa diversi forum "complottisti", in particolare Luogocomune, si sono occupati, chi più e chi meno, della cosiddetta moneta virtuale Bitcoin elogiandone le peculiarità.
Ecco alcuni link appunto di Luogocomune:
Link 1
Link 2

Vediamo alcuni stralci:
Bitcoin è la prima moneta digitale online che risolve il problema del double spending (letteralmente "spendere due volte", NdT[11]) senza utilizzare un intermediario. L'idea è quella di distribuire la base dati di tutte le transazioni attraverso una rete peer2peer. Questo permette di tenere traccia di tutti i trasferimenti in modo da evitare che la stessa moneta sia utilizzata più volte.

Tralascio le implicazione che possono nascere dall'utilizzo di una moneta virtuale quale è Bitcoin.
Luogocomune fa notare infatti le controindicazioni:
Bitcoin potrebbe facilitare operazioni illegali, comprese la vendita di materiale contraffatto o illegale, numeri di carte di credito rubate, password, e magari persino pedopornografia. E probabilmente in un'area più grigia, Bitcoin potrebbe consentire adulti statunitensi consenzienti di fare scommesse in qualche sito inglese di scommesse senza preoccuparsi delle limitazioni legate ai sistemi di pagamento.

Sono solo particolari, rispetto ai benefici, vero?

Poi si denunciano i soliti tentativi di soffocare le innovazioni del settore.

Ovviamente i monopolisti non si arrenderanno senza una dura battaglia. Hanno già cominciato ad introdurre una legislazione che soffocherà l'innovazione nel settore dei pagamenti digitali. Come ha fatto notare Aaron Greenspan, fondatore di FaceCash10 nel suo articolo su Quora11, il California Assembly Bill 278912, approvato nel Settembre 2010 e divenuto legge nel Gennaio 2011, protegge i monopolisti dalla competizione rendendo fuori legge l'innovazione. Secondo Greenspan, anche gli investitori potrebbero rischiare la galera.
Questa minaccia, assieme ad una legislazione simile in altri 42 stati USA, può essere più che sufficiente ad impedire qualunque innovazione nel campo.

Ora invece guardate sul blog di Paolo AttivissimoBitcoin, anatomia di un collasso monetario virtuale (ma non troppo) e leggete cosa dice:

La valuta non ufficiale di Internet è stata oggetto di un attacco informatico che ne ha fatto precipitare il valore quasi a zero. Non è un bell'inizio per una moneta basata esclusivamente sulla matematica e sulla sicurezza informatica

E viene linkato l'articolo originale della BBC.
Ottimo. Una moneta virtuale praticamente appena nata che già mostra falle di quel tipo.
E chissà perchè questa notizia non ha avuto alcuna eco sulla stampa locale.
Se, come si dice, i monopolisti stanno cercando di "soffocare l'innovazione" quale occasione migliore per gettare fango sulla moneta virtuale?
Invece è comparso solo un piccolo articoletto sulla stampa estera, 2 settimane fa.
Come mai?
Questo perchè i giornali (online e cartacei) semplicemente pubblicano ciò che "tira" che spesse volte non coincide con ciò che è interessante.