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mercoledì 27 aprile 2011

Coerenza, questa sconosciuta...

Da sempre sappiamo che Luogo Comune e Mazzucco sostengono che il caso Wikileaks sia stata una manovra organizzata e messa in piedi dallo stesso governo USA.
Wikileaks: a chi servono queste "verità"?

O addirittura qua:
Julian Assange: Tarpley chiude il cerchio?

Leggiamo quanto segue, tratto dall'articolo riportato poco sopra:
Bisogna poi vedere le radici di Assange come individuo, che sono da cercare nel culto menticida di Anne Hamilton-Byrne nei pressi di Melbourne, nell'Australia, negli anni settanta, dove i bambini erano costretti ad ingerire compresse di LSD e altri psicofarmaci potentissimi, fra cui Anatensol, Diazepam, Haloperidol, Largactil, Mogadon, Serepax, Stelazine, Tegretol e Tofranil. (....). Questi sono gli stupefacenti che avrebbero plasmato lo strano personaggio che vediamo oggi - fino ai capelli biondi ossigenati che erano un aspetto del trattamento tipico delle piccole vittime della Hamilton-Byrne. Si tratta insomma di un ambiente che puzza di MK-Ultra, famigerato programma della CIA per fabbricare zombies.

Aspetta.
Forse non ho capito bene.
In quell'articolo, perlatro piuttosto vecchio, si ipotizza che Assange, essendo biondo ossigenato e bianco di carnagione, possa essere una creatura plasmata a piacimento della CIA?
Perchè sono i tratti tipici delle vittime della Hamilton-Byrne?
Oddio.. nel nord europa sono tutti zombies?
Lo dite voi agli scandinavi che loro sono esseri creati in laboratorio?
Magari dalla CIA?

Ma il punto a cui voglio arrivare è questo.

Qui vediamo un articolo uscito qualche giorno fa:
Bitcoin: una moneta online che sfida banche e governi

Non mi addentro in questa sede nell'aspetto squisitamente tecnico dell'argomento, ma volevo evidenziare alcune cose che vengono scritte nel suddetto articolo.
Si sta parlando dei benefici che potrebbe portare il "bitcoin":

Sul finire dell'anno scorso, quando WikiLeaks cominciò a rilasciare le scottanti comunicazioni di svariati dipartimenti statali, molte persone hanno pensato di mostrare solidarietà con il gruppo facendo loro una donazione. Scoprirono però che molte agenzie di pagamento si rifiutavano di trasferire i fondi a WikiLeaks a causa, secondo alcuni, di pressioni governative. Paypal addirittura arrivò a bloccare il loro account impedendogli quindi di accedere ai fondi che avevano già disponibili.

Quelli buoni però risultano essere veramente buoni. I cittadini onesti che rispettano le leggi possono portare avanti i loro affari senza nessuno che li possa spiare, e senza dirgli quello che possono e non possono fare. Volete contribuire a WikiLeaks o a qualche altra organizzazione politicamente scomoda?

Rileggiamo questa frase: "Scoprirono però che molte agenzie di pagamento si rifiutavano di trasferire i fondi a WikiLeaks a causa, secondo alcuni, di pressioni governative."
Quel "secondo alcuni" funziona sempre: ti permette di dire certe cose, ma nel contempo non ti da l'obbligo di fornire i dettagli.

Ora fatemi capire:

  1. Assange è una creatura plasmata dalla CIA a suo piacimento;
  2. Pressioni governative impediscono di trasferire fondi a Wikileaks;
  3. Infine si viene invitati a versare fondi a Wikileaks da Luogocomune o Portico dipinto o chicchessia.


Dalle mie parti si dice "Qualcosa qui strusa".
Le 3 affermazioni che vi ho riportato qui sopra sono in totale contrasto fra di loro.
Ma è ciò che viene detto o riportato da Luogo Comune e da Mazzucco.


Suvvia Mazzucco, inviti i tuoi lettori a finanziare un progetto voluto dalla CIA e quindi a finanziare la CIA stessa?

Come ho già detto più volte: tutto fa brodo, anche se la coerenza in questi casi spesso va a farsi friggere.

Alla prossima.

giovedì 21 aprile 2011

L'assordante silenzio - II parte

Ne avevo già parlato tempo fa:
L'assordante silenzio

In quell'articolo avevo fatto notare che la bufera Wikileaks non aveva portato alla luce alcun documento che potesse far pensare all'inside-job per quanto riguarda l'11 settembre.

Massimo Mazzucco e i suoi adepti da sempre portano avanti l'ipotesi che sia stato proprio il governo USA a far avere ad Assange i documenti che volevano che fossero resi pubblici.

Alla luce di tutto questo mi chiedevo cosa ci avrebbero guadagnato gli USA.
E tuttora me lo chiedo: cosa ci hanno guadagnato a mettere su una sceneggiata di questo tipo?

E me lo chiedo tuttora alla luce di questo nuovo articolo:
WikiLeaks, trasferito il soldato Manning dopo le denunce di violenze in carcere

L'articolo recita così:
Dal luglio 2010, Manning è detenuto in una cella d'isolamento 23 ore su 24, privato di cuscini, lenzuola ed effetti personali. Può fare esercizi solo un'ora al giorno, e non all'aria aperta, ma in una stanza vuota. Manning è anche sottoposto al regime di "prevenzione da lesioni", sorvegliato a vista ogni cinque minuti e costretto a dormire su un letto di metallo, nonostante gli psichiatri dell'esercito abbiano giudicato tali misure non necessarie, e costretto a spogliarsi completamente, ogni sera.

Anche in questo articolo traspare come gli USA facciano ancora una volta la figura dei cattivi.

Quindi la mia domanda prende ancora più forza:
cosa ci avrebbe guadagnato il governo USA a mettere in piedi una sceneggiata del genere?
Io, sia con il senno di prima, sia con il senno del dopo, non vedo alcun beneficio.

sabato 29 gennaio 2011

L'assordante silenzio

E' noto ormai come i complottisti siano da sempre incapaci di spiegare come si sia svolto un presunto complotto.
Loro si limitano a buttare il sasso e a nascondere la mano, anche perchè "non spetta a loro spiegare come si sono svolti i fatti".
Se chiedete a loro come si è svolto un complotto e come sarebbe stato organizzato, vi sentirete rispondere "Chiedetelo a chi l'ha organizzato! Non a noi" perchè ovviamente non c'è una ricostruzione plausibile "del complotto" che potrebbe stare in piedi.
E' successo con la spedizione nel 1969 sulla Luna ed è successo con l'11 settembre.

La stessa cosa si sta verificando con Wikileaks e Assange.

http://snipurl.com/1xefzn
http://snipurl.com/1xeg1u

Da questi due link si scopre come Massimo Mazzucco e i suoi accoliti siano concordi nell'affermare che Assange avrebbe pubblicato ciò che il governo USA ha sapientemente provveduto a far avere ad Assange, fancedo passare il tutto come informazioni che sono trapelate grazie al lavoro di una talpa.

Ma mi chiedo: cosa ci hanno guadagnato gli USA a mettere in piedi una tale sceneggiata?

Guardate questi link:

http://snipurl.com/1xeg60
Caccia ad Assange, ricercato dall'Interpol
e
Spiccato un mandato d'arresto internazionale per l'accusa di stupro in Svezia

http://snipurl.com/1xeg97
Caccia a Assange: ha motivi politici

http://snipurl.com/1xegch
Wikileaks, è caccia internazionale a Julian Assange

http://snipurl.com/1xegkv
Caccia ad Assange, gli Usa mi vogliono uccidere. Per i legali, motivi politici dietro l’ inchiesta per stupro

http://snipurl.com/1xegna
L'avvocato: "La caccia ad Assange ha motivazioni politiche"

http://snipurl.com/1xegqv
Caccia grossa ad Assange rischia accusa di spionaggio

http://snipurl.com/1xegsm
Assange accusa il Pentagono Complotto contro WikiLeaks

http://snipurl.com/1xegv0
Washington pensa a nuove incriminazioni

Da tutti questi link si deduce che gli USA non ne siano usciti proprio bene dal ciclone Wikileaks.
Dopo la pubblicazioni di Wikileakes è scattata una vera e propria caccia all'uomo.
E lo stupro, di cui sarebbe accusato Assange, appare proprio come un pretesto per poter spiccare un mandato di cattura internazionale.
In tal modo si potrebbe bloccare Assange e scongiurare una nuova fuga di notizie e affermazioni scomode.

E poi c'è anche questo articolo:
http://snipurl.com/1xegzj
L'articolo parla di come Bradley Manning, accusato di essere la persona che avrebbe passato i file a Wikileaks, sta passando il suo tempo in cella in isolamento.
Ed anche qua gli USA fanno la figura dei cattivi.

Ma cosa ha svelato Wikileaks?
http://snipurl.com/1xeh25
Molto in breve, dubbi sulla capacità di personaggi di spicco, ha rivelato i rapporti tesi con alcuni stati dittatoriali, ha rivelato informazioni su presunte armi nucleari di cui sarebbero in possesso i cosiddetti "stati canaglia". Alcune rivelazioni semplicemente scomode e altre che potrebbero invece mettere a repentaglio la vita di migliaia di soldati sul fronte.

Manca qualcosa?
Già.
Manca qualcosa.
Non è trapelato nulla che possa far pensare ad un complotto organizzato l'11 settembre.


La conclusione è questa:
gli USA hanno fatto una pessima figura, hanno fatto la figura ancora una volta dei cattivi per via della caccia all'uomo scattata in seguito alle rivelazioni di Wikileaks.
Cosa assolutamente prevedibile in seguito alle promesse di Assange che già in passato aveva messo in cattiva luce gli Stati Uniti.
Sarebbe assurdo pensare che davvero Assange sia entrato in possesso del materiale che è stato pubblicato perchè servito su un piatto d'argento dagli stessi USA.
Per quale motivo gli USA avrebbero dovuto inscenare una cosa del genere?
Chi è stato il pazzo che potrebbe avere visto gli USA uscire rafforzati da una cosa del genere?

Ma nonostante questo i complottisti reputano che il tutto sia stato pilotato.
Perchè? A quale pro?
Era evidente che gli USA ne sarebbero usciti sconfitti da una cosa del genere, ancora una volta tacciati di fare buon visto a cattivo gioco, ancora una volta additati come nazione antidemocratica, per via della volontà di far stare zitto Assange.

La mia opinione è questa:
forse perfino Massimo Mazzucco e al seguito tutti i suoi accoliti, sanno che non c'è stato alcun complotto.
Ma per giustificare il fatto che il ciclone Wikileaks non ha portato alla luce alcuna rivelazione di complotto, hanno dovuto dire che era tutto manovrato dal grande cattivo.
Ma perchè? A che pro gli USA avrebbero dovuto imbastire tutta questa cosa?

Mi è sempre più oscuro il modo di pensare del complottista medio.

mercoledì 8 settembre 2010

Birichino di un Assange

Avrete letto sicuramente in questi ultimi tempi la questione di Assange e delle accuse di stupro a lui rivolte e poi, a quanto sembra ritrattate, e poi di nuovo sotto analisi.
Per chi non sapesse chi è Julian Assange: Wikileaks è un'organizzazione internazionale che riceve documenti coperti da segreto e li pubblica sul proprio sito. Tali documenti vengono ricevuti da fonti coperte dall'anonimato.
Assange fa parte della direzione di Wikileaks

Il 22 agosto esce la notizia che verso Assange sarebbe stato spiccato un mandato di arresto a causa di accuse rivoltegli di stupro e di violenza sessuale, mandato di arresto che sarebbe stato poi ritirato, in quanto sarebbe necessario svolgere ulteriori indagini.
La notizia sarebbe partita da un tabloid svedese, Expressen e poi riportata, tra le altre, anche dalle principali testate italiane.
http://www.corriere.it/esteri/10_agosto_22/wikileaks-assagne-pentagono_e7d0b9a6-adee-11df-8e8b-00144f02aabe.shtml
http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/22/news/assange_pentagono-6432266/

Vi volevo intanto far notare la differenza fra le due testate:
il Corriere riporta:
«Non ho nessuna idea di chi possano essere». Juliane Assange passa al contrattacco dopo le accuse che hanno spinto i procuratori svedesi a spiccare (e ritirare dopo poche ore) un mandato d'arresto per violenza sessuale nei suoi confronti.

Quindi, a giudicare dal Corriere ciò che è stato ritirato è il mandato di arresto.

Repubblica invece dice:
 "Non so chi vi sia dietro a queste accuse, ma sicuramente ci avevano detto che il Pentagono avrebbe cercato di usate sporchi trucchi per distruggerci". Così Julian Assange ventila, in modo neanche tanto velato, l'ipotesi che vi possa essere il Pentagono dietro alla vicenda delle accuse prima mosse, e poi ritirate...

Leggendo Repubblica invece sembra che le siano state ritirate la accuse da parte delle due donne.
In verità le accuse non sono state ritirate in quanto era necessario effettuare accertamenti sulla fondatezza della accuse, come faremo notare più avanti.

Assange, fin dall'inizio, non ha esitato ad additare il Pentagono, reo, secondo Assange, di avere ordito l'assalto in seguito ai documenti pubblicati sulla guerra in Afghanistan.
Vediamo cosa aveva detto appena gli erano state mosse le accuse:
"Non so chi vi sia dietro a queste accuse, ma sicuramente ci avevano detto che il Pentagono avrebbe cercato di usate sporchi trucchi per distruggerci". 
E ancora:
Assange, che si trova nella casa di un amico nel nord della Svezia e che intende rimanere nel Paese finché la vicenda non sarà del tutto chiarita, punta poi il dito proprio contro il Pentagono: «Ci avevano detto che avrebbe cercato di usate sporchi trucchi per distruggerci». 

Non si sa bene chi gli aveva detto che il Pentagono avrebbe usato sporchi trucchi.

Il 7 settembre compare una nuova notizia sulla vicenda:
http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_07/wikileaks-maretta-elvira-pollina_f3d6f2b2-ba99-11df-a688-00144f02aabe.shtml
Vediamo alcune parti dell'articolo:
Una parte dei membri che contribuiscono al funzionamento della macchina del sito ha scaricato il suo portavoce, l'australiano Julian Assange, fondatore, volto e mente dell'organizzazione, accusato di stupro in Svezia. Accuse che Assange si è limitato a liquidare come frutto di una torbida manovra del Pentagono per screditarlo

L'articolo continua così:
 Birgitta Jonsdottir, attivista di WikiLeaks nonché membro del Parlamento islandese, in un'intervista al Daily Beast , si è fatta interprete dei malumori di una parte dei collaboratori del sito, e ha chiesto ad Assange di fare un passo indietro, lasciando l'incarico di portavoce.  

Vengono menzionate alcune dichiarazioni di Birgitta Jonsdottir, attivista di Wikileaks e membro del parlamento islandese nonché amica di Assange:
«Non sono arrabbiata con Julian ma la situazione gli è chiaramente sfuggita di mano» ha osservato. «Queste sono questioni private che non hanno nulla a che vedere con WikiLeaks. Gli ho chiesto con forza di concentrarsi sui suoi problemi giudiziari e di lasciare che sia qualcun altro a portare avanti la nostra causa». La Jonsdottir non usa mezzi termini. «Qualcuno doveva dirlo, non importa se verrò estromessa per questo. Quello che m'interessa è WikiLeaks e io mi considero un'amica di Julian. Ma i buoni amici sono le persone che hanno il coraggio di dirti se la tua faccia è sporca. 

Poi Birgitta Jonsdottir rincara la dose:
La Jonsdottir, che conosce lo svedese, dice di aver letto documenti e articoli di stampa ma di non aver trovato traccia di alcun complotto. «Non c'è nessuna ragione per dubitare – o essere certi - della sincerità delle due donne che hanno mosso le accuse nei confronti di Assange» ha affermato, ribadendo di voler essere neutrale senza voler sminuire la gravità di quanto denunciato. Ma un'idea sulla vicenda se l'è fatta: a suo avviso, le accuse potrebbero essere il frutto di un malinteso culturale all'interno di quello che sembra essere «un classico triangolo amoroso». «Julian – ha concluso la parlamentare islandese – sa essere brillante in molti modi, ma non ha grande capacità di relazione ed è il tipico australiano un po' maschilista».  

Infine l'articolo si conclude così:
Un altro attivista di WikiLeaks, che ha parlato sotto la condizione dell'anonimato, ha fatto sapere che nelle ultime settimane Assange ha resistito a diversi tentativi messi in atto all'interno del sito affinché lasciasse i suoi incarichi a seguito delle indagini. Una protesta che sarebbe culminata, pochi giorni fa, con una sorta di sciopero, che ha comportato il blocco dell'operatività del sito, ufficialmente per ragioni tecniche. «Era un modo per spingere Julian a ripensare la situazione: i nostri tecnici gli hanno mandato un messaggio».

Il giorno dopo Repubblica pubblica un articolo piuttosto diverso, dove, stranamente, Birgitta Jonsdottir non viene nemmeno menzionata, così come nulla viene menzionato della proteste interne all'organizzazione.
Vediamo cosa dice l'articolo:
Sono state due donne, il 20 agosto, ad accusare Assange, l'una di stupro, Anna Ardin, e l'altra di aggressione sessuale. All'Afp, Assange ha ammesso di aver incontrato le due donne ma si è rifiutato di dire se aveva avuto rapporti intimi con loro, sottolineando che si tratta di "un affare privato". "E' chiaramente un caso montato da persone implicate e da Expressen"
L'articolo si conclude così:
L'australiano si è mostrato prudente quanto ad un eventuale implicazione americana...
Quindi il tenore dei due articoli, del Corriere e della Repubblica, sono ben diversi.
Mentre Corriere ha calcato la mano su come le persone più vicine ad Assange non concordino con il comportamento tenuto dall'australiano e su come Birgitta Jonsdottir non si senta di escludere che le accuse rivolte ad Assange possano essere fondate, Repubblica non menziona nulla di quello ma si limita a riportare le affermazioni di Assange, dove, al contrario di quanto detto all'inizio, "si è mostrato prudente" dal valutare un'implicazione americana nella vicenda.

Oltretutto, lo stesso Assange afferma "di aver incontrato le due donne (che lo hanno accusato, NdG) ma si è rifiutato di dire se aveva avuto rapporti intimi con loro, sottolineando che si tratta di "un affare privato".

Ricapitolando, senza nulla togliere all'ottimo lavoro di Wikileaks nel mostrare materiale di cui nessuno altrimenti sarebbe venuto a conoscenza:

  • Assange ora è molto più prudente e non accusa più il Pentagono.
  • Ammette di aver incontrato le due donne che lo hanno accusato.
  • Le persone vicine a lui prendono le distanze da Assange e lo esortano a ritornare sui suoi passi.


La mia impressione è che Assange l'abbia voluta sparare grossa accusando il Pentagono, non avendo nulla in mano per poterlo fare. Inoltre, chi più di lui può recuperare materiale che provi che il Pentagono avrebbe voluto incastrarlo?
Era ben consapevole che accusando il Pentagono, avrebbe avuto l'appoggio dell'intera (o quasi) comunità di internet e ha colto l'occasione.
Sono anche propenso a pensare che le due donne abbiano intravisto la possibilità di guadagnare un bel gruzzoletto sollevando questo polverone e non si siano lasciate sfuggire l'occasione.
Insomma, Assange, la mia impressione è che stavolta l'hai fatta proprio "fuori dal vaso"...

Intanto tanta bella pubblicità per Wikileaks....